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Le terre alpine, dalla Slovenia alla Francia, puntano su IA, Visione Artificiale e robotica per la…

04.10.2026

Le terre alpine, dalla Slovenia alla Francia, puntano su IA, Visione Artificiale e robotica per la prosperità delle nuove generazioni

Fonte: Pixabay

di Gorazd Skrt

Le terre alpine (dalla Slovenia alla Francia, passando per l’Austria, l’Italia e la Svizzera) sono rinomate per le loro bellezze naturali e l’elevata qualità della vita. Allo stesso tempo però, sono poli europei di innovazione, anche in un campo cruciale per il futuro come l’IA, e in altre tecnologie di frontiera come la Visione Artificiale e la robotica. Il motivo è presto detto: oggi questa macro-regione transfrontaliera è tra le più prospere d’Europa; e per esserlo anche un domani non può che puntare sull’innovazione di frontiera, come già fanno statunitensi, cinesi e giapponesi.

La Slovenia, per esempio, ha lanciato pochi mesi fa la SLAIF, acronimo che sta per Slovenian AI Factory: si tratta di un evolutissimo ambiente dedicato alla progettazione, al collaudo e all’implementazione di soluzioni basate su IA e machine learning, che si avvale dell’accesso a supercomputer, a vasti dataset, a talenti specializzati e a network all’interno del più ampio ecosistema EuroHPC (un partenariato pubblico-privato nell’High Performance Computing). La struttura della SLAIF — fra le punte di diamante dell’innovazione made in Slovenia — è policentrica, con hub a Lubiana, Maribor, Koper e Novo Mesto. Ad esempio l’hub di Lubiana presso la Facoltà di Scienze del Computer e dell’Informazione offre postazioni di lavoro dotate di sistema NVIDIA DGX Spark con un’architettura CPU-GPU strettamente integrata e 128 GB di memoria unificata, che così permettono l’implementazione locale di modelli di linguaggio di grandi dimensioni (LLM) con massimo 200 miliardi di parametri.

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In Slovenia si punta anche sulla robotica. Per esempio nella capitale, presso la Facoltà di Ingegneria Elettronica, c’è il famoso robolab. L’Istituto Jožef Stefan (JSI), sempre a Lubiana, è un polo di ricerca d’eccellenza, ed è tra i partner (con il KIT tedesco e l’IRI spagnolo) del progetto europeo ROMANDIC, per far progredire la manipolazione robotica di oggetti deformabili, come i tessuti, attraverso la collaborazione tra i maggiori istituti di ricerca continentali, il mondo industriale e i decisori politici. L’ecosistema sloveno della robotica è un terreno fertile per scaleup d’eccellenza come Sunrise Robotics, che fa celle robotiche intelligenti capaci di lavorare in modo efficiente e accurato nei siti produttivi; Sunrise Robotics è in piena fase assuntiva, ha il suo quartier generale proprio a Lubiana e punta sui produttori di medie o persino piccole dimensione, con un approccio hardware-software olistico.

Guardando all’Italia spiccano in particolare le “terre alte” del Friuli-Venezia Giulia, Belluno e il Trentino-Alto Adige, che ad attività tradizionali come l’agricoltura, l’industria pesante e il turismo hanno saputo affiancare una rifocalizzazione sulle tecnologie emergenti. Per esempio in Carnia c’è un parco tecnologico di successo, in grado di attirare realtà high-tech del calibro di AI4IV, startup che si occupa di soluzioni di Visione Artificiale bioispirate. Soprattutto, ad Amaro, c’è Eurotech, azienda da 50 milioni di fatturato che progetta e fornisce sistemi di edge computing sicuri ed end-to-end integrando software, hardware, AI e sicurezza informatica. Invece a Pavia di Udine, non lontano dal confine sloveno, opera CMA Robotics, eccellenza che da oltre 30 anni progetta e sviluppa robot e tecnologie per l’automazione della verniciatura industriale, con esperienza in tutti i settori della verniciatura. In Veneto, regione dalle molte anime, la provincia dolomitica di Belluno punta sull’innovazione, con la Dolomiti Innovation Valley, ecosistema che ha tra le sue componenti chiave il fitto reticolo di PMI industriali e la sede nordestina della LUISS Business School.

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Da parte sua, il Trentino-Alto Adige è storicamente uno dei poli della ricerca nell’IA, tant’è vero che per un certo periodo fece tappa a Trento quello che oggi è considerato il nume tutelare dell’IA mondiale, Yoshua Bengio. Sulla collina di Povo sorge la Fondazione Bruno Kessler, dove lavorò Luigi Stringa, uno dei pionieri dell’IA in Italia; tra i settori scientifici di punta della Fondazione (e della vicina Università di Trento, ateneo giovane per gli standard italiani ma già apicale) c’è la Visione Artificiale, grazie a gruppi di ricerca particolarmente agguerriti. Proprio nel capoluogo, ad esempio, si tiene il Computer Vision Trento Symposium (CVTS). E nella vicina Spini di Gardolo ha sede la Eoptis, nota per le sue soluzioni all’avanguardia di Visione Artificiale, rilevazione 3D e colorimetria, di cui si avvalgono sia le operose PMI della Val padana sia le multinazionali.

Eoptis combina ottica, elettronica, meccanica e software in un know-how multidisciplinare unico, con un unico obiettivo: rendere più efficienti processi produttivi e macchinari. Gli ambiti di applicazione per le soluzioni (all’avanguardia) di Eoptis includono settori ad alta intensità tecnoscientifica come l’automotive, il biomedicale e l’aerospace. Ma anche l’agrifood, che nella regione alpina è un pilastro dell’export. Per esempio Eoptis ha realizzato MAIA S2 e MAIA WV, innovative camere multispettrali a 9 bande analoghe a quelle dei satelliti Sentinel-2 o WorldView-2.

Ottimizzate per operare su droni civili nell’agricoltura di precisione e nel monitoraggio ambientale (altro tema cruciale nella regione alpina), si collocano alla frontiera dell’innovazione. Sono costituite da una matrice di 9 sensori d’immagine con risoluzione da 1.2Mpix, ciascuno dedicato al rilevamento di una specifica banda nella regione dello spettro visibile (VIS) e del vicino infrarosso (NIR), in un intervallo dai 395 ai 950nm. Per non parlare dei colorimetri Eoptis, realizzati dagli ingegneri della tech company con l’acribia di orologiai svizzeri.

E se l’Austria ha in Innsbruck, Klagenfurt e Graz tre poli innovativi di prim’ordine, attivi in particolare in ambito manifatturiero e biomedicale, è la Svizzera a vincere la palma d’oro dell’innovazione alpina, e anzi europea. Elencare tutte le multinazionali e le tech companies che hanno sede nella Confederazione richiederebbe pagine. In ogni caso la Svizzera è la culla del web, e più recentemente anche di Apertus, LLM che punta a preservare la sovranità digitale elvetica nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Tre sono gli ecosistemi dell’innovazione più forti della Svizzera: il primo è quello tra Ginevra e Losanna, sede dell’EPFL; il secondo è Zurigo, che ha il suo perno nell’ETH, probabilmente il miglior politecnico d’Europa, e dove ci sono laboratori e centri come il Microsoft Mixed Reality & AI Lab e il Google EMEA Engineering Hub; il terzo è il Ticino, dove peraltro nel 2024 è stato inaugurato Alps, uno dei supercomputer più potenti del mondo. La Svizzera è un ecosistema così forte che crescono le startup e le tech companies francesi, italiane ecc. che aprono lì una sede o almeno un desk: è il caso per esempio di Fruitful AI, che opera su Zurigo e Padova, città del Veneto famosa per la sua eccellente (e antica) università.

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L’arco alpino nasce in Slovenia e muore in Francia. E anche se Mistral, campione francese (ed europeo) dell’IA, ha il suo quartier generale a Parigi, e in generale l’Île-de-France è il vero motore propulsore dell’innovazione spinta francese, nel sudest del paese ci sono eccellenze tecnoscientifiche di prim’ordine. Ad esempio a Grenoble c’è il MIAI Cluster IA, fulcro di una fucina di talenti del settore, con oltre 15mila persone formate in questo campo ogni anno, e un ricco arcipelago di startup. Grenoble ha fama di essere una piccola Silicon Valley francese, grazie a tante aziende di successo ma anche agli investimenti stranieri. Lì (a Meylan, per la precisione) opera il Naver Labs Europe, maggior centro privato europeo dell’IA, finanziato dall’omonimo colosso digitale sudcoreano.

Il post sopra è pubblicato sul blog di Lovely Trips, denominato LovelyTripsBlog. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Lovely Trips è un fornitore sloveno di soluzioni di viaggio per agenzie di viaggio, TO e altre realtà del mercato italiano, e tali soluzioni includono proposte degli enti e delle aziende citate nel post. L’autore del blog non è responsabile del contenuto dei commenti ai post, né di contenuti terzi.

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